Sicuramente non sarà sfuggita, agli occhi dei più attenti analisti della politica in Italia(non certo quelli che si vedono da Bruno Vespa, ma quelli, ben più qualificati, che scrivono su alcuni giornali ritenuti, a torto, per il loro profilo editoriale “scarsamente istituzionali”) la situazione di forte instabilità politica che si è avuta negli ultimi giorni riguardo la possibilità, ben ventilata, a dire il vero, non solo dalle opposizioni tutte, ma anche da parte del principale partito del nostro Paese, ossia il PdL, di effettuare le operazioni di voto per le elezioni europee, amministrative e quelle relative al referendum elettorale congiuntamente, nella data del 7 giugno prossimo. Senz’altro, come è stato riconosciuto da più parti, questa soluzione avrebbe consentito di risparmiare, a detta di alcuni, somme considerevoli di denaro necessarie per avviare la “macchina” elettorale(i più catastrofici parlavano, e parlano tuttora, di ben 400 milioni di euro). In realtà, come accade sfortunatamente da troppo tempo nella nostra Italia, la soluzione che pareva dunque la più ovvia, oltre che la più condivisa, è stata quella rimasta poi mestamente inutilizzata. Come si ricorderà, è stata cronaca delle settimane scorse, la Lega Nord (un partito di maggioranza, che può contare su ben quattro rappresentanti a Palazzo Chigi, mica un partito qualunque) si è ferocemente opposta a questa ipotesi, portando addirittura il Presidente del Consiglio ad ammettere che la prospettiva dell’election day avrebbe condotto ad una crisi di governo di difficile reversibilità. Uno scenario sicuramente non auspicabile in tempi di crisi economica e con la ricostruzione di mezzo Abruzzo da gestire. Già, l’Abruzzo. Le opposizioni, in tale circostanza, non hanno avuto nessuno scrupolo a collegare le vicende del popolo abruzzese alle “querelle” politiche di cui si è resa protagonista la maggioranza, sostenendo, in via di fatto, che i soldi spesi per finanziare la doppia tornata elettorale sarebbero stati molto più utili per la ricostruzione della Regione. Franceschini, temerario leader del PD, ha affermato che quei soldi avrebbero ridato la casa a 10.000 persone. Forse un po’ troppo, come ha poi dichiarato lo stesso Presidente Berlusconi, il quale ha risolto la questione cedendo alle pressioni della Lega (gettando così altra benzina sul fuoco delle lamentele dell’opposizione) ma ponendo comunque il referendum nella data del 21 giugno, stessa data dei ballottaggi amministrativi. Insomma, un colpo di genio inaspettato(o almeno, così pare). Resta però da risolvere un nodo a tutta questa vicenda : il motivo del rifiuto ossessivo della Lega di accorpare il referendum elettorale di Camera e Senato( tendente al totalitario e passibile dunque di incostituzionalità per certi aspetti : basti pensare al fatto che il premio di maggioranza spetterà, con queste nuove disposizioni, al solo partito che ha ottenuto complessivamente più voti, non già all’intera coalizione, com’è attualmente) visto e considerato che in fondo la votazione non ha risvolti politici imminenti(le elezioni sono lungi dal venire) e che la Lega non può sicuramente considerarlo prioritario per il proprio programma di governo. Sicuramente da un lato c’è la voglia di evitare il prodursi di “pastrocchi”(porcellum per usare un’espressione leghista) cui i cittadini sarebbero naturalmente portati avendo per le mani tante schede da segnare; dall’altro lato, poi, v’è da ritenere che la Lega abbia ritenuto una “forzatura” l’emanazione della suddetta legge elettorale, che la costringerebbe, in virtù di quanto si è detto sopra, a costituire una lista unica con il PdL allo scopo di non perdere il diritto all’assegnazione dei seggi-premio di maggioranza, reagendo pertanto(forte del dominio del Viminale) in modo tale da far tremare la terra(non letteralmente, per fortuna) sotto i piedi degli alleati e ricordando loro la forza di una formazione politica che, formatasi negli anni, ha raggiunto oggi livelli eccezionali, potendo contare su un elettorato forte e variegato. Non è poco. Probabilmente, però, v’è da ritenere che la collusione Pd-PdL su questa nuova magagna elettorale(e, in generale, su molte altre cose) produca solo un danno al Paese : in assenza di un’opposizione vera, infatti, guardarsi le spalle dal rischio dell’oligarchia o, per così dire, di una “dittatura dolce”, non sembra affatto fuori luogo.
Visualizzazione post con etichetta politica nazionale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta politica nazionale. Mostra tutti i post
mercoledì 22 aprile 2009
Silvio, i leghisti e l'election day...
Pubblicato da
Circolo Ezra Pound, dal 1998 l'unica vera destra giovanile augustana
alle ore
14:33
2 commenti:
Argomento:
politica nazionale
venerdì 31 ottobre 2008
DAGLI SCONTRI DI PIAZZA NAVONA ALLA PRESUNTA "RIFORMA GELMINI".
Colgo l'occasione di un confronto a mezzo social network con un caro amico per proporvi alcuni spunti di riflessione, o provocazioni intellettuali, fate voi, sui temi caldi della settimana.
Ho assistito agli attacchi mediatici talvolta ipocriti talvolta pregiudiziali nei confronti dei ragazzi del Blocco Studentesco romano, accusati più o meno direttamente di aver premeditato lo scontro fisico nella vicenda di piazza Navona. Non credo che abbiano bisogno di un avvocato in questa sede, semmai in sedi più austere nei prossimi giorni, ma il video pubblicato su YouTube palesa una verità incontrovertibile: alcune centinaia di "rossi" armati di caschi e bottiglie hanno tentato di cacciare dalla piazza (atteggiamento consueto per i centri sociali) una trentina di scomodi studenti "liberi" che prima hanno gridato i propri slogan di dissenso dalla legge 133 e che poi hanno difeso la propria posizione ideologica e soprattutto fisica con spranghe e sedie. Non so se avrei avuto le palle per rimanere lì in mezzo a loro a fronteggiare la minaccia di centinaia di caschi, cedendo solo dinanzi alla cariche di altri caschi, quelli azzurri della polizia. Ma so bene che dopo le sconcertanti dichiarazioni dell'On. Gianfranco Fini, oggi PER LA DESTRA NON CONFORME, in contesti caldi come Roma o Milano, il rischio di vedere negato con la violenza ogni diritto di manifestazione del proprio pensiero in nome dell'antifascismo invocato anche da parti apparentemente insospettabili si è ulteriormente aggravato. E un giovane di Destra sociale non può che solidarizzare con chi, come i ragazzi del Blocco, si è eretto in mezzo alle rovine morali e valoriali di questi tempi oscuri.
Per quanto concerne la legge 133, mi parrebbe scontato affermare che non si può parlare di riforma, neanche di riformina, ma semplicemente di un tentativo di mascherare da riforma tutta una serie di tagli imposti da un Ministro autoritario e autorevole ad una collega meno autoritaria e probabilmente meno autorevole. Parlare di maestri unici o di grembiuli è poca cosa dinanzi alla scelta politica di non puntare e anzi di fare passi indietro su istruzione e ricerca in un contesto di crisi economica globale (in controtendenza con la lungimirante politica economica di Nicolas Sarkozy). Se la scuola primaria è l'unica eccellenza del sistema educativo italiano e la piaga di scuole superiori e università è costituita da docenti sessantottini e cattedratici baroni, che senso avrebbe introdurre novità nella sola scuola primaria e preventivare tagli indiscriminati e soprattutto potenziali privatizzazioni per gli atenei?!
Ho assistito agli attacchi mediatici talvolta ipocriti talvolta pregiudiziali nei confronti dei ragazzi del Blocco Studentesco romano, accusati più o meno direttamente di aver premeditato lo scontro fisico nella vicenda di piazza Navona. Non credo che abbiano bisogno di un avvocato in questa sede, semmai in sedi più austere nei prossimi giorni, ma il video pubblicato su YouTube palesa una verità incontrovertibile: alcune centinaia di "rossi" armati di caschi e bottiglie hanno tentato di cacciare dalla piazza (atteggiamento consueto per i centri sociali) una trentina di scomodi studenti "liberi" che prima hanno gridato i propri slogan di dissenso dalla legge 133 e che poi hanno difeso la propria posizione ideologica e soprattutto fisica con spranghe e sedie. Non so se avrei avuto le palle per rimanere lì in mezzo a loro a fronteggiare la minaccia di centinaia di caschi, cedendo solo dinanzi alla cariche di altri caschi, quelli azzurri della polizia. Ma so bene che dopo le sconcertanti dichiarazioni dell'On. Gianfranco Fini, oggi PER LA DESTRA NON CONFORME, in contesti caldi come Roma o Milano, il rischio di vedere negato con la violenza ogni diritto di manifestazione del proprio pensiero in nome dell'antifascismo invocato anche da parti apparentemente insospettabili si è ulteriormente aggravato. E un giovane di Destra sociale non può che solidarizzare con chi, come i ragazzi del Blocco, si è eretto in mezzo alle rovine morali e valoriali di questi tempi oscuri.
Per quanto concerne la legge 133, mi parrebbe scontato affermare che non si può parlare di riforma, neanche di riformina, ma semplicemente di un tentativo di mascherare da riforma tutta una serie di tagli imposti da un Ministro autoritario e autorevole ad una collega meno autoritaria e probabilmente meno autorevole. Parlare di maestri unici o di grembiuli è poca cosa dinanzi alla scelta politica di non puntare e anzi di fare passi indietro su istruzione e ricerca in un contesto di crisi economica globale (in controtendenza con la lungimirante politica economica di Nicolas Sarkozy). Se la scuola primaria è l'unica eccellenza del sistema educativo italiano e la piaga di scuole superiori e università è costituita da docenti sessantottini e cattedratici baroni, che senso avrebbe introdurre novità nella sola scuola primaria e preventivare tagli indiscriminati e soprattutto potenziali privatizzazioni per gli atenei?!
Pietro Forestiere
Pubblicato da
Circolo Ezra Pound, dal 1998 l'unica vera destra giovanile augustana
alle ore
03:30
3 commenti:
Argomento:
politica nazionale
venerdì 24 ottobre 2008
Legge 133 e Decreto Gelmini: Obiettivi sbagliati di una giusta protesta.
Il mio è un pensiero controcorrente, contro la retorica e il qualunquismo che in questi giorni si respirano nelle piazze italiane "invase" da orde di studenti manipolati e strumentalizzati da qualche "capopopolo" dal megafono facile e dal bagaglio culturale modesto se non mediocre. "Ci battiamo per il nostro futuro" dicono. E fin qui non ci sarebbe nulla di sbagliato, senonchè l'obiettivo preso di mira dalle proteste spesso non è nemmeno ben conosciuto dagli stessi manifestanti, con conseguenze grottesche: vedere gli studenti delle superiori manifestare per due provvedimenti che non riguardano minimamente la scuola secondaria rappresenta il saldo drammaticamente negativo di un pressappochismo e di una superficialità ormai segno distintivo di una intera generazione.
Ma è negli Atenei che si sta consumando una vera commedia in salsa farsesca.
Anzichè protestare contro le baronie, contro le Università che sprecano risorse, contro i disservizi, contro le raccomandazioni, questi sedicenti sessantottini di ritorno concentrano la loro veeemenza (talvolta violenza) contro dei tagli che rappresentano purtroppo l'unica opzione per riportare Rettori scialacquoni e Presidi spendaccioni sull'unica via che può davvero dare un futuro serio all'Università pubblica: la via della responsabilità finanziaria, della meritocrazia, della centralità dello studente e non dei docenti.
La crisi economica di tanti Atenei deriva prima che da veri o presunti tagli dalla prolifelazione di corsi spesso inutili e improduttivi, da promozioni tanto facili da apparire sospette, da investimenti in stipendi già abbondantemente gonfi anzichè in ricerca e strutture.
In Italia esistono 37 corsi di laurea con un solo iscritto (!), aperti solo per premiare qualche "barone" in cerca di un ufficio da Preside. Corsi inefficenti ma soprattutto, nella maggior parte dei casi, inutili: come definire altrimenti il "Corso di Scienze dell'allevamento, igiene e benessere dei cani e dei gatti" aperto a Bari da qualche mente davvero illuminata?
Si scenda pure in piazza per il "futuro" allora. Ma sia chiaro che quel futuro è messo in dubbio prima che dai tagli di Tremonti da quella "casta" universitaria che in 30 anni ha reso il sistema universitario italiano uno stipendificio inefficiente e improduttivo, allergico alla meritocrazia e alla responsabilità.
Ma è negli Atenei che si sta consumando una vera commedia in salsa farsesca.
Anzichè protestare contro le baronie, contro le Università che sprecano risorse, contro i disservizi, contro le raccomandazioni, questi sedicenti sessantottini di ritorno concentrano la loro veeemenza (talvolta violenza) contro dei tagli che rappresentano purtroppo l'unica opzione per riportare Rettori scialacquoni e Presidi spendaccioni sull'unica via che può davvero dare un futuro serio all'Università pubblica: la via della responsabilità finanziaria, della meritocrazia, della centralità dello studente e non dei docenti.
La crisi economica di tanti Atenei deriva prima che da veri o presunti tagli dalla prolifelazione di corsi spesso inutili e improduttivi, da promozioni tanto facili da apparire sospette, da investimenti in stipendi già abbondantemente gonfi anzichè in ricerca e strutture.
In Italia esistono 37 corsi di laurea con un solo iscritto (!), aperti solo per premiare qualche "barone" in cerca di un ufficio da Preside. Corsi inefficenti ma soprattutto, nella maggior parte dei casi, inutili: come definire altrimenti il "Corso di Scienze dell'allevamento, igiene e benessere dei cani e dei gatti" aperto a Bari da qualche mente davvero illuminata?
Si scenda pure in piazza per il "futuro" allora. Ma sia chiaro che quel futuro è messo in dubbio prima che dai tagli di Tremonti da quella "casta" universitaria che in 30 anni ha reso il sistema universitario italiano uno stipendificio inefficiente e improduttivo, allergico alla meritocrazia e alla responsabilità.
STEFANO D'AUGUSTA
Pubblicato da
Circolo Ezra Pound, dal 1998 l'unica vera destra giovanile augustana
alle ore
20:07
2 commenti:
Argomento:
politica nazionale
martedì 15 aprile 2008
Vince Berlusconi, stravince la Lega. L'Italia boccia Veltroni.
Alla fine è andata come pochi si aspettavano. I più ottimisti pronosticavano 7 punti di distacco alla Camera e 15-20 senatori di vantaggio. I pessimisti parlavano di un testa a testa alla Camera e di un inutile pareggio al Senato. Le urne invece hanno consegnato un'ampia maggioranza a Berlusconi, con 9 punti tra le due coalizioni e 30 senatori di vantaggio. E come da prassi inizia dopo il voto l'analisi di un risultato che vede pochi vincitori e molti sconfitti.
Vince il PDL, che col 37,4% (38,1% al Senato) diventa il primo partito italiano. Stravince la Lega, che canalizzando il voto della protesta sociale e di diversi delusi di AN, sfonda quota 8% raddoppiando i consensi. Vince soprattutto il Cavaliere, a dispetto di chi credeva suicida la sua campagna elettorale incentrata su un realismo ai limiti del masochismo, e suicida la scelta di lasciare spazi elettorali a destra e al centro.
Perdono invece tutti gli altri, in un massacro politico che ha comunque il merito di ridurre fortemente la frammentazione, grazie anche ad una legge che ha forse mostrato potenzialità inattese. Perdono innanzitutto Veltr
oni e il PD. Il "sogno" (o inganno...) veltroniano nn sfonda, subendo sconfitte dal Nord produttivo al Sud del lavoro dipendente. Fermandosi a un misero 33%, che è poco più di quanto preso da DS e Margherita insieme nel 2006. La rimonta non c'è stata, e bravo è stato il leader democratico ad ammettere senza indugi la sconfitta e ad aprire così un nuovo modo di rapportarsi all'avversario. A lui vanno l'onore delle armi e parte importante del merito di aver spinto l'Italia verso una nuova maturità politica.
Perdono, straperdono, scompaiono dal Parlamento i "comunisti", una microgalassia che doveva raccogliere l'8-10% e che invece a malapena regge la soglia del 3%, cannibalizzata dal PD e penalizzata dai due anni nel governo Prodi.
Perde La Destra, come molti prevedevano, ferma a un 2,4% che comunque non può rappresentare davvero quell'Italia di destra sociale che probabilmente ha ben altra consistenza politica oltre che numerica. Perde quindi Storace, il quale paga una "svolta" attardata e opportunista.
Infine l'UDC. Sopravvive, galleggia, vivacchia. Politicamente ha perso la sfida a Berlusconi ed ora è condannata a scomparire dal tavolo delle decisioni importanti e non potrà più porre veti e condizionamenti irritanti. Francamente non ne sentiremo la mancanza.
Comincia la terza "avventura" di Berlusconi a Palazzo Chigi: ampia maggioranza, niente veti "centristi", Parlamento con pochi gruppi. Le condizioni migliori per governare. Non ci sono più alibi: di fronte a un Paese in crisi che attende risposte serve coraggio e responsabilità. Le auguriamo buon lavoro Presidente, ma col senso critico di chi valuterà i fatti prima di emettere giudizi. Così come faranno i tanti italiani che le hanno concesso ancora una volta la loro fiducia. La ripaghi.
Vince il PDL, che col 37,4% (38,1% al Senato) diventa il primo partito italiano. Stravince la Lega, che canalizzando il voto della protesta sociale e di diversi delusi di AN, sfonda quota 8% raddoppiando i consensi. Vince soprattutto il Cavaliere, a dispetto di chi credeva suicida la sua campagna elettorale incentrata su un realismo ai limiti del masochismo, e suicida la scelta di lasciare spazi elettorali a destra e al centro.
Perdono invece tutti gli altri, in un massacro politico che ha comunque il merito di ridurre fortemente la frammentazione, grazie anche ad una legge che ha forse mostrato potenzialità inattese. Perdono innanzitutto Veltr
oni e il PD. Il "sogno" (o inganno...) veltroniano nn sfonda, subendo sconfitte dal Nord produttivo al Sud del lavoro dipendente. Fermandosi a un misero 33%, che è poco più di quanto preso da DS e Margherita insieme nel 2006. La rimonta non c'è stata, e bravo è stato il leader democratico ad ammettere senza indugi la sconfitta e ad aprire così un nuovo modo di rapportarsi all'avversario. A lui vanno l'onore delle armi e parte importante del merito di aver spinto l'Italia verso una nuova maturità politica.Perdono, straperdono, scompaiono dal Parlamento i "comunisti", una microgalassia che doveva raccogliere l'8-10% e che invece a malapena regge la soglia del 3%, cannibalizzata dal PD e penalizzata dai due anni nel governo Prodi.
Perde La Destra, come molti prevedevano, ferma a un 2,4% che comunque non può rappresentare davvero quell'Italia di destra sociale che probabilmente ha ben altra consistenza politica oltre che numerica. Perde quindi Storace, il quale paga una "svolta" attardata e opportunista.
Infine l'UDC. Sopravvive, galleggia, vivacchia. Politicamente ha perso la sfida a Berlusconi ed ora è condannata a scomparire dal tavolo delle decisioni importanti e non potrà più porre veti e condizionamenti irritanti. Francamente non ne sentiremo la mancanza.
Comincia la terza "avventura" di Berlusconi a Palazzo Chigi: ampia maggioranza, niente veti "centristi", Parlamento con pochi gruppi. Le condizioni migliori per governare. Non ci sono più alibi: di fronte a un Paese in crisi che attende risposte serve coraggio e responsabilità. Le auguriamo buon lavoro Presidente, ma col senso critico di chi valuterà i fatti prima di emettere giudizi. Così come faranno i tanti italiani che le hanno concesso ancora una volta la loro fiducia. La ripaghi.
Stefano D'Augusta
Pubblicato da
Circolo Ezra Pound, dal 1998 l'unica vera destra giovanile augustana
alle ore
11:18
5 commenti:
Argomento:
politica nazionale
martedì 11 marzo 2008
ELEZIONI POLITICHE 2008 - Liste PdL
Pubblicato da
Circolo Ezra Pound, dal 1998 l'unica vera destra giovanile augustana
alle ore
13:28
1 commento:
Argomento:
politica nazionale
giovedì 28 febbraio 2008
AS adeguatamente rappresentata nelle liste PdL
L’On. Alessandra Mussolini commenta come segue le indiscrezioni apparse oggi sulla stampa relativamente alle liste del PdL: "Smentisco con decisione quanto riportato oggi dagli organi di informazione riguardo la marginalità dei posti riservati ad Azione Sociale nelle liste elettorali del PdL. Il Presidente Berlusconi, non più tardi di questa mattina, mi ha infatti confermato che Azione Sociale sarà adeguatamente rappresentata con propri candidati sia alla Camera che al Senato nelle liste del Popolo della Libertà. Essendo il Presidente Berlusconi una persona di parola, non dubito che possa accedere cosa diversa da questa".Roma, 28 febbraio 2008
Pubblicato da
Circolo Ezra Pound, dal 1998 l'unica vera destra giovanile augustana
alle ore
22:46
Nessun commento:
Argomento:
politica nazionale
giovedì 24 gennaio 2008
Adieu Monsieur Prodi....!!!!!!!
Ci sentivamo un po' tutti tante Cassandre. Non lo nego. Quando, insieme a tutti i partiti del centro-destra, nell'impresa disperata di recuperare lo svantaggio nei confronti delle sinistre, durante la campagna elettorale delle elezioni politiche che sarebbero culminate nel voto del 9 aprile, ammonivamo sulla discutibile capacità di tenuta e sulla evanescente solidità che avrebbe accompagnato il lavoro di un eventuale esecutivo di governo targato "Prodi". Guardando dentro noi stessi, capivamo che la comunione d'intenti e la base ideologica condivisa che accompagnava l'allora Casa delle Libertà era qualcosa che non apparteneva ad una "Unione", che invece aveva trovato i suoi unici punti d'incontro in "valori" (o "disvalori") quali l'anti-berlusconismo e l'anti-capitalismo, la vendetta personale e privata, il linciaggio costituzionale. Un po' poco. Considerando anche che nella folcloristica coalizione di centro-sinistra c'erano proprio tutti, come nella più vivace delle classi prossima alla più esclusiva delle gite : i nostalgici del Muro e dei Gulag, i G-Ottini, i trans, i radical-liberal-socialisti che per risolvere la controversia sulla loro identità politica decisero di candidarsi con l'alquanto improbabile appellativo di "Rosa nel Pugno" (che di pugno, in verità, ricorda tanto quello sovietico; quanto alla rosa, rimane solo da augurarsi che fosse piena di spine), pochi cattolici disadattati, molti sinistroidi "riformisti" (che, in verità, non hanno saputo e non sanno tuttora mettere mano a un abbozzo legislativo che possa essere catalogato sotto la voce "Riforme"), e altri ancora, che attirati dalle promesse imbonitrici di un "Premier per caso" (più che per scelta), si sono ritrovati in scenari del tutto inimmaginabili. A distanza di due anni, ci gloriamo del fatto di "avere avuto ragione", di aver avuto prova, con i fatti, di ciò che avevamo predetto. E' stata l'antica anima democristiana di Mastella ad aprire questa crisi. Con le sue dimissioni, frutto delle strumentalizzazioni di certa magistratura rossa, e la successiva uscita da una coalizione nella quale, sinceramente, non ha mai mostrato di trovarsi a suo agio, il leader dell'UDEUR ha fatto valere tutto il potere dei suoi 500.000 voti. Non solo ha delegittimato il premio di maggioranza dell'Unione alla Camera, dove, il 9 aprile, solo 24.000 voti l'avevano separata dalla CDL, ma ha anche posto il problema serio degli eterni numeri ballerini del Senato, dopo la decisione di Prodi di ricorrere alla fiducia sul suo Governo, portando la crisi in sede parlamentare. Mastella ieri ha annunciato il no secco dei suoi 3 senatori, e con lui i liberaldemocratici di Dini, da sempre ostili alle scelte economiche di un governo da loro ritenuto, a ragione, troppo filo-comunista, con lui l'italo-argentino De Gregorio, con lui un altro ostile(ex AN, tra l'altro), come Fisichella. Prodi ha cominciato a tremare. Ansimante e nervoso, ha cominciato ad attaccarsi al telefono, alla ricerca dei voti perduti, e quando ha visto che dalla parte sua non c'erano più riserve da mandare in campo, ha cominciato a vedere se qualche scontento degli avversari era disposto a cambiare maglia o, se preferite, a tradire il proprio Messia per i classici 30 danari. Non si dirà qui né chi è il Messia, né a quanto corrispondono realmente, in euro, i 30 danari. L'unica cosa che è concessa dire è che, alla fine di questo percorso, ha miseramente fallito. Dopo la Finanziaria di lacrime e sangue del 2007, dopo le famigerate contro-riforme al sistema scolastico, dopo il mostruoso calo del potere d'acquisto degli Italiani, dopo la spesa pubblica che ha ripreso, dopo 5 anni, misteriosamente a salire, dopo le emergenze democratiche relative ai trasferimenti di Generali, Magistrati, Poliziotti e forse anche Vigili Urbani, dopo la vergogna internazionale dei rifiuti di Napoli, dopo il no dei sessantottini (ora sessantottenni) alla visita del Papa alla Sapienza, è giusto che si stacchi la spina. E' giusto dire basta all'accanimento terapeutico e tornare tutti a casa, in un lungo e silenzioso corteo funebre dove sulla bara, siamo certi, c'è scritta la parola "Dignità". La Dignità di un Popolo che è stato offeso, vituperato, vilipendiato da Signori del Potere, che, è il caso di dirlo, hanno solo saputo inscenare la migliore delle commedie all'italiana. Questa Dignità adesso va riconquistata. E consentiteci, non sembriamo scorgere metodo migliore di nuove elezioni che finalmente riconsegnino sovranità al Popolo, dove un centro-destra avrà l'obbligo di proporsi come l'unica alternativa credibile alla catastrofe delle sinistre, impegnandosi a risolvere le controversie sociali e le scoccezze economiche che affannano la vita degli Italiani. Possibilmente, con una legge elettorale dove sia il Popolo a decidere dei suoi Eletti.
Pubblicato da
Circolo Ezra Pound, dal 1998 l'unica vera destra giovanile augustana
alle ore
21:02
6 commenti:
Argomento:
politica nazionale
giovedì 17 gennaio 2008
Governo e Giustizia: SCONTRO FRA TITANI
Sono notizie di poche ore fa gli arresti di una ventina di esponenti dell’UDEUR, tra cui spicca il nome del Ministro della Giustizia Clemente Mastella(nella foto a destra). Le accuse sono quelle di concussione e di “segnalazioni particolari”, riguardo dirigenti amministrativi della regione campana fedeli al guardasigilli. Quasi immediate le dimissioni dalla carica ministeriale, seguite in breve da quelle della moglie (anche lei coinvolta nelle indagini e attualmente agli arresti domiciliari) dalla carica di presidente del consiglio della Regione Campania. Un brutto giro di poltrone e “quattrini” insomma, che si arricchisce di significati mediatici nel momento in cui colpisce il Ministro della Giustizia, che per antonomasia dovrebbe essere l’emblema dell’incorruttibilità. E invece no. Mastella è uno dei principali indagati, e durante l’accorato discorso alla camera, in cui ha rassegnato le dimissioni, ha lasciato trapelare anche un alone di sfiducia in quella giustizia che lui dovrebbe rappresentare e salvaguardare.Alla luce di ciò le dimissioni sembrerebbero scontate, e invece il premier Romano Prodi (preoccupato evidentemente per la sua “maggioranza”) cerca di respingerle, per poi capire che c’è ben poco da fare: la caduta del suo caro ministro accresce la sfiducia in un governo che non solo non governa più, ma cerca di rendersi inattaccabile addormentando la magistratura!!!In sintesi è questo il resoconto dei fatti degli ultimi giorni, fermo restando – e questo dovrebbe già saperlo Mastella – che nessuno è colpevole finchè non è stata emessa la sentenza finale; e per questo non c’è bisogno di mostrarsi sfiduciati o irritati nei confronti della giustizia (ripeto: tanto più dal Ministro della Giustizia), che dovrebbe essere lasciata libera di salvaguardare la dignità dei cittadini. E se qualche deputato o magistrato pensa che il governo non debba fare i conti con la giustizia, si sbaglia di grosso.
La magistratura non può essere serva dei politici al governo!!!Fabrizio Vaccaro
Pubblicato da
Circolo Ezra Pound, dal 1998 l'unica vera destra giovanile augustana
alle ore
14:36
10 commenti:
Argomento:
politica nazionale
venerdì 11 gennaio 2008
in ANTEPRIMA sul Blog un articolo del nuovo numero del periodico LA VOCE DEL POUND
NEANCHE LA BRUNI POTREBBE RIANIMARE PRODI E IL CENTRO-SINISTRA…

Il Presidente del Consiglio Romano Prodi, noto ai più come “il Mortadella”, ormai farfuglia. Fino a qualche mese addietro si riusciva nelle interviste almeno ad evincere le linee guida dei suoi pensieri; in tempi più recenti è un’impresa recepirne anche solo una parola. Prodi sembrerebbe davvero un uomo solo, abbandonato, in gergo politico, trombato per la seconda volta, induce quasi alla compassione, ma bisogna rimanere desti per porsi l’interrogativo che conta: come è possibile che Prodi e tutto il centro-sinistra siano ancora lì?!
Walter Veltroni delegittima Prodi quotidianamente, parlando da premier in pectore e contemporaneamente da sindaco di Roma e da segretario del Partito Democratico, lui che è sindaco per hobby (è dovuto intervenire addirittura il Papa per richiamare Veltroni sull’estremo degrado in cui versano certi quartieri della capitale!) e segretario per scelta altrui (la farsa delle primarie adesso ha davvero stancato, anche nel centro-sinistra!). Massimo D’Alema, Ministro per gli Affari Esteri, ha optato per una interpretazione letterale delle competenze del suo dicastero: se il predecessore Gianfranco Fini fu un inno al politicamente corretto, “il Baffetto” ha scelto direttamente l’anonimato, gestendo gli affari propri…all’estero. E la vittoria in sede O.N.U. della risoluzione sulla moratoria universale della pena di morte, seppur importante, è stata un successo solo mediatico, poiché adesso i 104 Stati favorevoli, e l’Italia promotrice in mezzo a quest’ultimi, dovranno convincere a rinunciare giuridicamente alla pena capitale gli altri 83 Stati (54 contrari e 29 astenuti) che la ritengono senza remore una misura necessaria. Ma gli Italiani, purtroppo, il boia se lo son ritrovato in casa: Tommaso Padoa-Schioppa, Ministro dell’Economia e delle Finanze, che, vampirizzato da Vincenzo Visco, suo vice ministro e gravemente implicato in tutti gli scandali recenti (dal caso Unipol al caso che ha visto il T.A.R. del Lazio dar ragione al generale Speciale e torto al vice ministro), ha definitivamente rimosso ogni speranza sulla ripresa economica delle famiglie medie italiane, introducendo nella finanziaria del 2007 una mole di tasse tragica, come non si subiva da decenni. Inoltre il sacrificio “chiesto” agli Italiani si è rivelato a posteriori una colossale beffa, e i motivi sono almeno due: innanzitutto perché, come ammesso di recente, i conti lasciati in eredità dal Governo Berlusconi non richiedevano un risanamento; in secondo luogo perché l’extra gettito fiscale ribattezzato “tesoretto” (scelta quanto mai infelice dato che non è stato affatto trovato, bensì scippato ai cittadini contribuenti) non tornerà in alcun modo agli Italiani, destinato, tra l’incapacità decisionale del Governo Prodi e i moniti dell’Unione europea, a ridurre irrisoriamente il debito pubblico. A questo punto risulterebbe pure superfluo citare i piagnistei di Clemente Mastella, Ministro della Giustizia, che, divenuto da tempo caprio espiatorio del centro-sinistra, non partecipa per protesta al Consiglio dei Ministri; oppure gli aut aut a Prodi puntualmente rimangiati di quella sinistra cosiddetta “radicale”, in realtà semplicemente comunista, che sui rifinanziamenti delle odiate missioni militari italiane all’estero e sulla voglia negata di una famiglia forzosamente innaturale ha mostrato dove tende il proprio radicalismo (alle poltrone!); infine il “De profundis” cantato al Governo Prodi dal senatore Lamberto Dini, al Senato determinante, e in modo politicamente più incisivo degli infausti senatori a vita.
Dinanzi a un quadro così scellerato che al contempo sembra destinato a rimanere immutato, il centro-destra vive al momento di personalismi, di banali battibecchi a mezzo stampa tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini prima, tra Silvio Berlusconi e Pierferdinando Casini poi, richiedendo a più riprese la mediazione di Azione Sociale e Alessandra Mussolini. Ma anche se la Casa delle Libertà è a ragion veduta una storia archiviata, le diverse anime del centro-destra dovranno necessariamente riunirsi, è naturale; che poi il tetto sia un partito unico o una federazione è dettaglio ininfluente. Il candidato premier dovrà essere Silvio Berlusconi, l’unico davvero capace di ottenere consensi e rispettare programmi. Poste le premesse, allora ci si potrebbe porre un solo obiettivo: far governare l’Italia agli Italiani. Chi ha fiducia nella democrazia non può tollerare oltre il paradosso che governi chi è stato eletto per una legge sicuramente più vicina alla “porcata” che al diritto, chi non ha mai avuto i numeri per farlo, chi dopo un anno e mezzo si è procurato la stima di un italiano su cinque e ha letteralmente bloccato il Paese (dagli avvocati ai magistrati, dagli autotrasportatori ai metalmeccanici!). Annaspanti, non si attende che conoscere il “quando”. Quel momento in cui il popolo italiano avrà la facoltà di evoliana memoria di “rialzarsi, risorgere interiormente, dare a se stesso una forma, creare in se stesso un ordine e una drittura”.
Walter Veltroni delegittima Prodi quotidianamente, parlando da premier in pectore e contemporaneamente da sindaco di Roma e da segretario del Partito Democratico, lui che è sindaco per hobby (è dovuto intervenire addirittura il Papa per richiamare Veltroni sull’estremo degrado in cui versano certi quartieri della capitale!) e segretario per scelta altrui (la farsa delle primarie adesso ha davvero stancato, anche nel centro-sinistra!). Massimo D’Alema, Ministro per gli Affari Esteri, ha optato per una interpretazione letterale delle competenze del suo dicastero: se il predecessore Gianfranco Fini fu un inno al politicamente corretto, “il Baffetto” ha scelto direttamente l’anonimato, gestendo gli affari propri…all’estero. E la vittoria in sede O.N.U. della risoluzione sulla moratoria universale della pena di morte, seppur importante, è stata un successo solo mediatico, poiché adesso i 104 Stati favorevoli, e l’Italia promotrice in mezzo a quest’ultimi, dovranno convincere a rinunciare giuridicamente alla pena capitale gli altri 83 Stati (54 contrari e 29 astenuti) che la ritengono senza remore una misura necessaria. Ma gli Italiani, purtroppo, il boia se lo son ritrovato in casa: Tommaso Padoa-Schioppa, Ministro dell’Economia e delle Finanze, che, vampirizzato da Vincenzo Visco, suo vice ministro e gravemente implicato in tutti gli scandali recenti (dal caso Unipol al caso che ha visto il T.A.R. del Lazio dar ragione al generale Speciale e torto al vice ministro), ha definitivamente rimosso ogni speranza sulla ripresa economica delle famiglie medie italiane, introducendo nella finanziaria del 2007 una mole di tasse tragica, come non si subiva da decenni. Inoltre il sacrificio “chiesto” agli Italiani si è rivelato a posteriori una colossale beffa, e i motivi sono almeno due: innanzitutto perché, come ammesso di recente, i conti lasciati in eredità dal Governo Berlusconi non richiedevano un risanamento; in secondo luogo perché l’extra gettito fiscale ribattezzato “tesoretto” (scelta quanto mai infelice dato che non è stato affatto trovato, bensì scippato ai cittadini contribuenti) non tornerà in alcun modo agli Italiani, destinato, tra l’incapacità decisionale del Governo Prodi e i moniti dell’Unione europea, a ridurre irrisoriamente il debito pubblico. A questo punto risulterebbe pure superfluo citare i piagnistei di Clemente Mastella, Ministro della Giustizia, che, divenuto da tempo caprio espiatorio del centro-sinistra, non partecipa per protesta al Consiglio dei Ministri; oppure gli aut aut a Prodi puntualmente rimangiati di quella sinistra cosiddetta “radicale”, in realtà semplicemente comunista, che sui rifinanziamenti delle odiate missioni militari italiane all’estero e sulla voglia negata di una famiglia forzosamente innaturale ha mostrato dove tende il proprio radicalismo (alle poltrone!); infine il “De profundis” cantato al Governo Prodi dal senatore Lamberto Dini, al Senato determinante, e in modo politicamente più incisivo degli infausti senatori a vita.
Dinanzi a un quadro così scellerato che al contempo sembra destinato a rimanere immutato, il centro-destra vive al momento di personalismi, di banali battibecchi a mezzo stampa tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini prima, tra Silvio Berlusconi e Pierferdinando Casini poi, richiedendo a più riprese la mediazione di Azione Sociale e Alessandra Mussolini. Ma anche se la Casa delle Libertà è a ragion veduta una storia archiviata, le diverse anime del centro-destra dovranno necessariamente riunirsi, è naturale; che poi il tetto sia un partito unico o una federazione è dettaglio ininfluente. Il candidato premier dovrà essere Silvio Berlusconi, l’unico davvero capace di ottenere consensi e rispettare programmi. Poste le premesse, allora ci si potrebbe porre un solo obiettivo: far governare l’Italia agli Italiani. Chi ha fiducia nella democrazia non può tollerare oltre il paradosso che governi chi è stato eletto per una legge sicuramente più vicina alla “porcata” che al diritto, chi non ha mai avuto i numeri per farlo, chi dopo un anno e mezzo si è procurato la stima di un italiano su cinque e ha letteralmente bloccato il Paese (dagli avvocati ai magistrati, dagli autotrasportatori ai metalmeccanici!). Annaspanti, non si attende che conoscere il “quando”. Quel momento in cui il popolo italiano avrà la facoltà di evoliana memoria di “rialzarsi, risorgere interiormente, dare a se stesso una forma, creare in se stesso un ordine e una drittura”.Pietro Forestiere
Pubblicato da
Circolo Ezra Pound, dal 1998 l'unica vera destra giovanile augustana
alle ore
20:06
1 commento:
Argomento:
politica nazionale
domenica 9 dicembre 2007
Giovande Destra presente al 1° convegno siciliano di Azione Sociale

La Giovane Destra con l'on. Alessandra Mussolini in occasione del 1° convegno regionale svoltosi a Siracusa il 1° dicembre 2007 all'hotel Jolly.
Pubblicato da
Circolo Ezra Pound, dal 1998 l'unica vera destra giovanile augustana
alle ore
09:24
Nessun commento:
Argomento:
politica nazionale
venerdì 9 novembre 2007
Il muro della libertà
9 novembre 1989-2007: esattamente 18 anni fa cadeva il Muro di Berlino, simbolo della Guerra Fredda e delle profonde divisioni ideologiche presenti nel mondo "dei due blocchi".
Oggi, in una comunità europea caratterizzata dalla libera circolazione, una "cortina di ferro" non sarebbe possibile, né immaginabile. Nonostante ciò, è una storia a noi così vicina. Dopo decenni di tensioni tra Stati Uniti e Urss, all'inizio degli anni '60 le due superpotenze mondiali si affrontarono sul territorio tedesco, già minato dalle decisioni politiche prese all'indomani della fine del secondo conflitto mondiale. Alla Conferenza di Yalta, i tre grandi Stati vittoriosi sancirono la divisione "provvisoria" della Germania, Berlino compresa, in quattro aree di influenza poste sotto il controllo di Stati Uniti, Urss, Gran Bretagna e Francia.
La parte ovest nota come Repubblica Federale Tedesca (RFT), divisa fra le tre potenze americane, britanniche e francesi, era di fatto era direttamente controllata dagli Stati Uniti che ne finanziarono la ricostruzione. Negli anni '50 la “Germania Ovest” visse uno straordinario boom economico che attrasse molti giovani da quella Germania sottoposta al controllo sovietico. La zona est, la Repubblica Democratica tedesca (RDT), passata alla storia come DDR, era la più estesa. La città di Berlino, anch'essa divisa in quattro, era di fatto circondata dal blocco sovietico.
La Germania orientale viveva nel terrore di un regime folle, brutale e autoritario; la richiesta da parte del Cremlino di ingenti quantità di denaro come risarcimento di guerra aveva stremato del tutto la popolazione, che diede il via in quegli anni all'emigrazione verso la zona ovest, impedita, il più delle volte, dalla stretta sorveglianza operata da crudeli sentinelle poste a guardia del Muro. Di fatto chiunque osava attraversare questa barriera, veniva barbaramente ucciso.
Ed è di questo che oggi ci si deve ricordare : di tutte quelle persone che hanno creduto nella libertà sacrificando per essa anche la propria vita!!
Federico Tringali

Oggi, in una comunità europea caratterizzata dalla libera circolazione, una "cortina di ferro" non sarebbe possibile, né immaginabile. Nonostante ciò, è una storia a noi così vicina. Dopo decenni di tensioni tra Stati Uniti e Urss, all'inizio degli anni '60 le due superpotenze mondiali si affrontarono sul territorio tedesco, già minato dalle decisioni politiche prese all'indomani della fine del secondo conflitto mondiale. Alla Conferenza di Yalta, i tre grandi Stati vittoriosi sancirono la divisione "provvisoria" della Germania, Berlino compresa, in quattro aree di influenza poste sotto il controllo di Stati Uniti, Urss, Gran Bretagna e Francia.
La parte ovest nota come Repubblica Federale Tedesca (RFT), divisa fra le tre potenze americane, britanniche e francesi, era di fatto era direttamente controllata dagli Stati Uniti che ne finanziarono la ricostruzione. Negli anni '50 la “Germania Ovest” visse uno straordinario boom economico che attrasse molti giovani da quella Germania sottoposta al controllo sovietico. La zona est, la Repubblica Democratica tedesca (RDT), passata alla storia come DDR, era la più estesa. La città di Berlino, anch'essa divisa in quattro, era di fatto circondata dal blocco sovietico.
La Germania orientale viveva nel terrore di un regime folle, brutale e autoritario; la richiesta da parte del Cremlino di ingenti quantità di denaro come risarcimento di guerra aveva stremato del tutto la popolazione, che diede il via in quegli anni all'emigrazione verso la zona ovest, impedita, il più delle volte, dalla stretta sorveglianza operata da crudeli sentinelle poste a guardia del Muro. Di fatto chiunque osava attraversare questa barriera, veniva barbaramente ucciso.
Ed è di questo che oggi ci si deve ricordare : di tutte quelle persone che hanno creduto nella libertà sacrificando per essa anche la propria vita!!
Federico Tringali
Pubblicato da
Circolo Ezra Pound, dal 1998 l'unica vera destra giovanile augustana
alle ore
14:15
3 commenti:
Argomento:
politica nazionale
domenica 28 ottobre 2007
Fontana di Trevi rossa: Utile provocazione o insensato vandalismo?
E’ di qualche giorno fa l’immagine, qui di fianco, che ha fatto il giro del mondo: il monumento simbolo di una città, Roma, nonché di un intera nazione, “Avvelenata” da un colorante a base di anilina, laFontana di Trevi scenario del grande cinema italiano sembra quasi sanguinare. Qualche turista è riuscito a fotografare l’autore del gesto, che ha furtivamente gettato il colorante ed è poi riuscito a dileguarsi tra la gente che quotidianamente affolla questo celebre e affascinante luogo.
In seguito è stato diffuso un volantin odi rivendicazione, a nome di “Azione futurista”: L’azione compiuta non è stato un gesto insensato, ma ha voluto richiamare l’attenzione dei media sugli sprechi del Festival del Cinema di Roma, 15 milioni di euro, quando questi soldi avrebbero potuto dare un tetto ai centinaia di indigenti della città.
Alla fine il monumento non è stato danneggiato dal colorante, risultato innocuo.
A fronte di tutto ciò, i movimenti politici si sono divisi, chi contro (come AN che ha stigmatizzato l’evento), chi a favore (come il critico d’arte Vittorio Sgarbi).
Una cosa è certa: é giusto denunziare gli sprechi dell’Amministrazione come è stato fatto da questo uomo, ed è ancora più giusto sensibilizzare l’opinione pubblica su dei temi che trascendono ogni colore (è proprio il caso di dirlo) partitico, come i bisogni dei senza tetto, peraltro senza recare danno alla realtà artistica italiana.
In seguito è stato diffuso un volantin odi rivendicazione, a nome di “Azione futurista”: L’azione compiuta non è stato un gesto insensato, ma ha voluto richiamare l’attenzione dei media sugli sprechi del Festival del Cinema di Roma, 15 milioni di euro, quando questi soldi avrebbero potuto dare un tetto ai centinaia di indigenti della città.
Alla fine il monumento non è stato danneggiato dal colorante, risultato innocuo.
A fronte di tutto ciò, i movimenti politici si sono divisi, chi contro (come AN che ha stigmatizzato l’evento), chi a favore (come il critico d’arte Vittorio Sgarbi).
Una cosa è certa: é giusto denunziare gli sprechi dell’Amministrazione come è stato fatto da questo uomo, ed è ancora più giusto sensibilizzare l’opinione pubblica su dei temi che trascendono ogni colore (è proprio il caso di dirlo) partitico, come i bisogni dei senza tetto, peraltro senza recare danno alla realtà artistica italiana.
Claudio Forestiere
Pubblicato da
Circolo Ezra Pound, dal 1998 l'unica vera destra giovanile augustana
alle ore
08:32
4 commenti:
Argomento:
politica nazionale
giovedì 25 ottobre 2007
E LA CHIAMANO DEMOCRAZIA...
Quello prodiano avrebbe dovuto essere il governo della "liberazione" dal regime berlusconiano. Il governo che avrebbe ridato dignità alla magistratura e liberato i mass media dalle interferenze politiche. Le cose sono andate diversamente...
A distanza di 18 mesi da quella notte "dei brogli e degli imbrogli" che consegnò tra molti dubbi il Paese alle sinistre i segnali sono preoccupanti.
A distanza di 18 mesi da quella notte "dei brogli e degli imbrogli" che consegnò tra molti dubbi il Paese alle sinistre i segnali sono preoccupanti.Capitolo Informazione. La RAI, prima amministrata da un consiglio a maggioranza CdL e da un presidente ulivista, adesso ha un consiglio e una presidenza espressione della sola maggioranza, alla faccia del pluralismo dell'informazione. Lo stesso Santoro, primo martire della presunta occupazione RAI targata Berlusconi, diventato ora cliente scomodo anche per la sinistra, è bersaglio di critiche e censure tali da far derubricare "l'editto bulgaro" a innocua tirata d'orecchi...
Capitolo Magistratura. Si è passati dal governo delle presunte leggi ad personam a un governo che i magistrati li trasferisce direttamente, li imbavaglia con la prepotenza e l'arroganza di chi, per non farsi giudicare da un tribunale, è disposto a demolire le fondamenta di una sana democrazia. Così succede, ed è storia di queste settimane, che un Pm di Catanzaro
metta sotto inchiesta Prodi e Mastella; nel giro di pochi giorni viene richiesto il trasferimento del magistrato proprio da quel ministero della giustizia "gestito" da Mastella. Scandaloso.
metta sotto inchiesta Prodi e Mastella; nel giro di pochi giorni viene richiesto il trasferimento del magistrato proprio da quel ministero della giustizia "gestito" da Mastella. Scandaloso.Capitolo Istituzioni. Qui si entra nel tragicomico. Ci ritroviamo con una coalizione che ha occupato tutte le istituzioni: Senato, Camera, e soprattutto Presidenza della Repubblica, per di più elette a colpi di maggioranza! E' la prima volta dal 1994 che tutte e tre le più alte cariche dello Stato sono espressione di una sola parte politica. Preoccupante e inaccettabile. Senza dimenticare il fatto del tutto anomalo che questo governo sopravvive solo grazie al voto determinante dei senatori a vita.
Di fronte a tale scenario ci saremmo aspettati decine di girotondi, centinaia di commenti sdegnati da parte di certi intellettuali, magistrati in sciopero, insigni costituzionalisti schierati contro questo scempio continuo delle più elementari regole democratiche. Invece nulla, un assordante silenzio complice, compiacente e strabico accompagna le imprese sconsiderate di questo governo delle tasse, della prepotenza, dell'incapacità.
Se tutto questo fosse successo con un governo di diverso "colore" saremmo rimasti assordati dalle doglianze e dagli strali di questi difensori della Democrazia a corrente alternata, ed è proprio questa convinzione a rendere più odioso,insopportabile e indegno il loro immobilismo.
Stefano D'Augusta
Pubblicato da
Circolo Ezra Pound, dal 1998 l'unica vera destra giovanile augustana
alle ore
20:11
10 commenti:
Argomento:
politica nazionale
venerdì 19 ottobre 2007
Dove è finita la sicurezza nei tribunali?
Qualche giorno fa nel tribunale di Reggio Emilia c’è stato un gravissimo episodio di violenza che ha causato la morte di due persone e dei feriti.
Il tutto è accaduto mentre doveva svolgersi l’udienza di separazione tra una coppia albanese. Da una prima ricostruzione l’uomo, che era entrato in tribunale con una pistola, ha estratto all’improvviso l’arma e ha sparato prima contro la moglie e successivamente contro il cognato, e ferendo in oltre altre due persone tra cui l'avvocato. A questo punto l’albanese avrebbe cercato di scappare ma incrociando alcuni poliziotti in servizio in tribunale è iniziato un conflitto a fuoco e l’uomo sarebbe rimasto ucciso.
Ma come è possibile che in un aula di tribunale, un luogo dove la sicurezza deve esserci, possano accadere episodi del genere?
Come è potuto accadere che un arma di un civile possa essere entrata nel palazzo di giustizia?
Bisogna incrementare di più la sicurezza anche nei tribunali e non solo per le città e le strade।
Il tutto è accaduto mentre doveva svolgersi l’udienza di separazione tra una coppia albanese. Da una prima ricostruzione l’uomo, che era entrato in tribunale con una pistola, ha estratto all’improvviso l’arma e ha sparato prima contro la moglie e successivamente contro il cognato, e ferendo in oltre altre due persone tra cui l'avvocato. A questo punto l’albanese avrebbe cercato di scappare ma incrociando alcuni poliziotti in servizio in tribunale è iniziato un conflitto a fuoco e l’uomo sarebbe rimasto ucciso.
Ma come è possibile che in un aula di tribunale, un luogo dove la sicurezza deve esserci, possano accadere episodi del genere?
Come è potuto accadere che un arma di un civile possa essere entrata nel palazzo di giustizia?
Bisogna incrementare di più la sicurezza anche nei tribunali e non solo per le città e le strade।
Pubblicato da
Circolo Ezra Pound, dal 1998 l'unica vera destra giovanile augustana
alle ore
21:51
Nessun commento:
Argomento:
politica nazionale
lunedì 8 ottobre 2007
Lavavetri: è giusto o no cacciarli?
Al’’inizio di settembre di quest’anno, il comune di Firenze ha emanato una circolare con cui penalmente ha allontanato i lavavetri dai semafori e di conseguenza, sono stati sequestrati gli attrezzi di lavoro.Dopo questo episodio, in Italia si è accesa una dura polemica, e si sono aperti dei dibattiti a riguardo.
Gli italiani si chiedono se sia giusto oppure no cacciarli.
Tra i cittadini non c’è un idea compatta. C’è chi è favorevole, poiché a volte insistono pesantemente per lavarli contro la volontà dell’automobilista e se quest’ultimo non acconsente, il lavavetri reagisce in maniera poco gradevole: esempio può iniziare ad offendere o addirittura a graffiare l’auto. Mentre c’è chi è sfavorevole per tolleranza e pietà.
In queste occasioni è inevitabile porsi la domanda: ma che fine ha fatto la tolleranza??
Il lavavetri non è di certo uno dei mestieri piu facili e dignitosi che ci sia, ma è proprio dietro queste persone che si nasconde una criminalita organizzata che sfrutta queste persone, tra cui extracomunitari, solo per trarne dei profitti.
Ben venga la lotta alla criminalità, ma non fatta alle spese di chi, tra cui qualche italiano, che cerca di guadagnare qualche spicciolo per se e la propria famiglia.
In tv sono state trovate diverse giustificazioni, alcune veramente assurde. Una di queste è stata la lotta all’immigrazione. Bene, se proprio si vuole lottare
contro l’immigrazione in italia, non bisogna eliminare le conseguenze di questo fenomeno, ma la causa stessa. Non si possono colpire gli aspetti piu marginali della società per combattere questo fenomeno sempre più frequente.
Io, come scrittore e appassionato di politica, non sono abituato a fare moralismo e puntare il dito contro qualcuno , ma a questo punto mi domando perché la sinistra parla tanto di tolleranza, quando vi sono questi episodi che non la dimostrano, anzi…..
Federico Tringali
Pubblicato da
Circolo Ezra Pound, dal 1998 l'unica vera destra giovanile augustana
alle ore
20:15
1 commento:
Argomento:
politica nazionale
venerdì 21 settembre 2007
LA DESTRA DELLA TRADIZIONE
La Giovane Destra è il Movimento giovanile del Movimento Politico Sociale La Destra. Tra i fondatori tutti i giovani dirigenti che hanno guidato negli ultimi anni l’organizzazione giovanile di Alleanza Nazionale, Azione Giovani, in provincia di Siracusa. Parallelamente all’intesa trovata tra La Destra di Puccio Forestiere e il partito Azione Sociale guidato da Alessandra Mussolini, si sono instaurati sodalizi tra le rispettive strutture giovanili, coprendo di fatto l’intero territorio della Sicilia orientale e non solo.
Nella foto Stefano D'Augusta, Presidente del circolo E. Pound di Azione Sociale Augusta, ed Alessandra Mussolini, segretario nazionale di Azione Sociale e deputato alla camera per il Popolo della Libertà.
Pubblicato da
Circolo Ezra Pound, dal 1998 l'unica vera destra giovanile augustana
alle ore
21:48
2 commenti:
Argomento:
politica nazionale
Iscriviti a:
Post (Atom)